Ordine Architetti Padova

ARCHITETTI NOTIZIE - 3_2024

01 dicembre 2024

La terza rivista si apre con una riflessione intensa e quasi poetica sul paesaggio. Non viene descritto come semplice sfondo dell’azione umana, ma come un vero “dispositivo”, un organismo vivo capace di orientare il nostro sguardo, influenzare le emozioni e perfino guidare le scelte progettuali. L’autore invita a considerare il paesaggio come una presenza attiva, qualcosa che richiede sensibilità e responsabilità: leggere un territorio significa interpretarne i segni, capire le tensioni, ascoltare ciò che racconta. È un invito ad abbandonare l’idea del paesaggio come cornice per riconoscerlo come protagonista.


Da questo sguardo sul mondo reale la rivista passa a un altro tipo di paesaggio: quello digitale, costruito dall’Intelligenza Artificiale. Qui il tono si fa più critico e interrogativo. L’IA viene osservata mentre tenta di imitare, reinterpretare o addirittura reinventare l’architettura storica. Le immagini generate dall’algoritmo – come quelle ispirate alla cattedrale di Notre-Dame o ad altri monumenti – affascinano, ma suscitano anche dubbi: possono davvero sostituire la complessità del reale? Possono cogliere il valore emotivo della materia, del tempo, del gesto umano? Si parla di “creatività sintetica”, di eco digitali che sembrano copie eleganti, ma fredde, lontane dalla profondità del patrimonio architettonico.


Il dibattito si intreccia poi con il grande tema della sostenibilità, in particolare con la questione cruciale del consumo di suolo. La rivista affronta le normative europee e regionali che puntano a ridurre progressivamente l’espansione edilizia, fino a raggiungere l’obiettivo del “consumo di suolo zero”. Si racconta di strumenti innovativi introdotti dal Veneto – dal registro dei crediti edilizi al monitoraggio del suolo – ma soprattutto della necessità di una nuova mentalità: recuperare ciò che già esiste invece di costruire sempre nuovo, ricucire invece che espandere. Il paesaggio, ancora una volta, non è un vuoto da riempire, ma una risorsa da custodire.


Infine, la rivista approfondisce il rapporto tra tecnologia, IA e società, ampliando lo sguardo oltre l’architettura tradizionale. Emergono analisi sul funzionamento dei grandi modelli linguistici, sul loro potere di sintetizzare informazioni e generare scenari, ma anche sulla fragilità e i rischi legati all’uso improprio. Accanto a queste riflessioni, viene raccontata la potenza della digitalizzazione culturale: biblioteche e archivi che aprono i loro patrimoni al mondo, rendendoli accessibili con un semplice clic. Qui la tecnologia non sostituisce il reale, ma lo amplifica; non imita, ma democratizza.

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